Una bomba nel Danubio

Una bomba nel Danubio

Una bomba mai esplosa é stata ritorvata nel centro di Budapest giovedi: giaceva nel letto del fiume Danubio da 70 anni. Si tratta di un ordigno di 100 chili, di fattura sovietica, sganciata sulla capitale durante la seconda guerra mondiale.

A soli 100 metri dal ponte Elisabetta - che prende il suo nome dalla famosa principessa austriaca Sissi - vicino alla riva, i sommozzatori durante il soccorso di una macchina caduta in acqua, hanno dato la segnalazione di una bomba ancora non esplosa sotto il fiume.

Dopo lo sbarco in Sicilia nel 1943, gli americani hanno istituito 21 basi aerei intorno a Bari e Foggia e da qui partivano i bombardieri per l'Europa Centrale. 

Il comando definitivo arriva il 2 febbraio 1944: tutti i paesi alleati alla Germania si devono bombardare al fine di annientare l'industria bellica. 250 aerei bombardieri partono per Budapest. Per aprile-maggio 1944 non resta nulla dalle fabbriche di Csepel, dai ponti ferrovieri e dalle stazione di smistamento. 

La cittá subisce l'attacco piu intenso il 2 giugno, durante l'operazione „Crazy Horse” che doveva preapare lo sbarco in Normandia. Quel giorno 600 bombaridieri pesanti attaccano la cittá dalla stazione Nyugati alla Piazza degli Eroi, fino al Danubio. Muoiono piu di 500 persone in un solo giorno.   

In totale, sono stati piu di 20 mila le vittime degli attacchi aerei nel territorio ungherese. Quasi 10 mila aerei militari americani tra B17 e B24, durante i loro 9400 spiegamenti sganciano piu di 26 mila tonnellate di ordigno per tutto il nostro paese. 

Volo dei B-17 sopra Debrecen (Fortepan/National Archives)